L'arte della scrittura drammaturgica

Lajos Egri
Prefazione di Stefano Reali

L'arte della scrittura drammaturgica

«Il migliore libro mai scritto sulla materia, e io ce li ho tutti» (Woody Allen)


Manuali di script 38
Uscito il 03/2009
192 pagine
Note: TERZA EDIZIONE
Isbn: 978-88-8635-085-3
Aree: Cinema, Scrittura, Teatro
Keyword: Drammaturgie, Sceneggiatura

 


 


 


È la prima volta che leggo un libro che mi dice perché un play non funzionerà in scena, e tutto questo molto tempo prima che io abbia firmato contratti con artisti ben pagati e che abbia messo in moto una produzione che mi costerà quanto una villa a Long Island.


Gilbert Miller, produttore teatrale


Continuo a pensare che sia il libro più stimolante, il migliore mai scritto sulla materia, e io ce li ho tutti. 


Woody Allen, regista e sceneggiatore


Lajos Egri, ungherese trapiantato a New York negli anni Trenta, ha fatto parte di quella generazione di immigrati europei che hanno contribuito a fare grande il cinema americano. Scrittore e regista teatrale, ma soprattutto didatta, fu il primo ad affrontare il problema dell'analizzare e scrivere un copione in maniera strutturale ma senza regole né formule. Il libro, pubblicato nel 1942, divenne immediatamente un cult book, testo base allora come ancora oggi nelle cattedre di scrittura creativa di tutte le principali università americane, da Yale ad Harvard a Stanford, dalla Columbia di New York all'UCLA di Los Angeles, dopo la Poetica di Aristotele, è rimasto il libro più citato e apprezzato da tutti i grandi didatti della scrittura cinematografica, da Robert McKee a Linda Seger e da grandi registi come Jane Campion, Martin Scorsese e Woody Allen.




Lajos Egri (1888-1967), scrittore, regista teatrale e didatta di grande fama. Nel 1965, ha approfondito lo studio del personaggio per la scrittura drammaturgica con il libro The art of creative writing, tradotto in italiano come L'arte del personaggio (Dino Audino editore, 2010).

Indice


Prefazione all'edizione italiana; Prefazione; Capitolo Primo: La premessa; Capitolo Secondo: Il personaggio; Capitolo Terzo: Il conflitto; Capitolo Quarto: Generale - ovvero altri spunti di riflessione sulla drammaturgia; Conclusioni.


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Per il compleanno del caro amico Peter (Brook)
06/03/2015 -

 Il 21 marzo prossimo compie novant’anni il maggior regista teatrale vivente, Peter Brook.

In questa occasione mandiamo in libreria l’edizione italiana di The Quality of Mercy col titolo La qualità del perdono, Riflessioni sul teatro a partire da Shakespeare.

Un piccolo grande libro - curato nell’edizione italiana da Pino Tierno - composto da brevi saggi che si apre con una argomentata e arguta difesa dell’identità del drammaturgo inglese contro le stravaganti teorie di coloro che ritengono Shakespeare un semplice prestanome, di fatto un impostore.

Da uomo di teatro Brook argomenta brillantemente e ironicamente l’impossibilità di simili congetture a cominciare dal fatto che una simile impostura difficilmente avrebbe potuto reggere di fronte alle pratiche quotidiane del teatro. E contro le lingue taglienti e libere dei coevi scrittori attori, suggeritori e addetti varii.

Scorrendo le pagine si rivivono con lui le messe in scena di Romeo e Giulietta, Tito Andronico, Misura per misura, Amleto, Re Lear, La Tempesta, Sogno di una notte di mezza estate: pagine dense di riflessioni e di acute intuizioni, ma anche di dettagli intriganti sulle performance, nonché un po’ di storie di divertenti pettegolezzi teatrali.