Le ferite dell'Eroe

Giovanni Covini

Le ferite dell'Eroe

Analisi dei meccanismi profondi che rendono grandi i personaggi e le storie


Manuali di script 151
Uscito il 09/2012
174 pagine
Isbn: 9788875272289
Aree: Cinema
Keyword: Sceneggiatura

 


 


 


 


 


Sono molte le professioni della scrittura. E gli strumenti per riuscire a scrivere in modo professionale sono sempre più a disposizione di tutti. Ma c’è qualcosa che dà lo scarto e rappresenta il salto di livello. Qualcosa che nei libri non c’è. La consapevolezza profonda che la storia che racconti è un’identità a sé e va trattata per quel che veramente è: una creatura vivente. Ha un DNA, è come una persona. Questa persona sei tu allo specchio. Non si parla di autobiografia. Anche se scrivessi Alien saresti sempre tu allo specchio. Capire come e perché funziona questo meccanismo può rappresentare uno strumento per esplorare con più chiarezza le possibilità narrative insite nella nostra storia.
Tocchiamo l’idea di fondo del libro: offrire una mappa delle nostre ferite profonde principali e indagarne le potenzialità creative. Sono ferite connaturate all’uomo, attorno alle quali ruotano le più grandi sceneggiature e drammaturgie. Indipendentemente dalla consapevolezza dell’autore, quando le storie diventano grandi storie, questo perno profondo esiste sempre.


Giovanni Covini, filmmaker diplomato alla Paolo Grassi, è autore di numerosi cortometraggi e documentari premiati in diversi festival nazionali ed europei. Nel 2006 ha vinto il David di Donatello e il Nastro d’Argento per il miglior cortometraggio ed è stato finalista al Premio Solinas per la miglior sceneggiatura di lungometraggio. È docente di Linguaggio Cinematografico a Milano, presso l’Istituto Europeo di Design e la Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi.


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Per il compleanno del caro amico Peter (Brook)
06/03/2015 -

 Il 21 marzo prossimo compie novant’anni il maggior regista teatrale vivente, Peter Brook.

In questa occasione mandiamo in libreria l’edizione italiana di The Quality of Mercy col titolo La qualità del perdono, Riflessioni sul teatro a partire da Shakespeare.

Un piccolo grande libro - curato nell’edizione italiana da Pino Tierno - composto da brevi saggi che si apre con una argomentata e arguta difesa dell’identità del drammaturgo inglese contro le stravaganti teorie di coloro che ritengono Shakespeare un semplice prestanome, di fatto un impostore.

Da uomo di teatro Brook argomenta brillantemente e ironicamente l’impossibilità di simili congetture a cominciare dal fatto che una simile impostura difficilmente avrebbe potuto reggere di fronte alle pratiche quotidiane del teatro. E contro le lingue taglienti e libere dei coevi scrittori attori, suggeritori e addetti varii.

Scorrendo le pagine si rivivono con lui le messe in scena di Romeo e Giulietta, Tito Andronico, Misura per misura, Amleto, Re Lear, La Tempesta, Sogno di una notte di mezza estate: pagine dense di riflessioni e di acute intuizioni, ma anche di dettagli intriganti sulle performance, nonché un po’ di storie di divertenti pettegolezzi teatrali.