Manuale pratico di scenografia vol. II

Benedetta Dalai

Manuale pratico di scenografia vol. II

La costruzione, la decorazione e la pittura teatrale in laboratorio


Manuali di script 120
Uscito il 10/2009
144 pagine
Isbn: 978-88-7527-098-8
Aree: Teatro
Keyword: Professioni

 


 


 


 


 


Dopo il Manuale pratico di scenografia vol. I, che si concentrava sul progetto scenografico, ecco la seconda parte dedicata alla realizzazione della scena teatrale. Ci si addentra nel laboratorio scenografico e si viene guidati all’apprendimento delle tecniche e dei segreti di falegnami, attrezzisti e pittori di scena. Si impara a distinguere il legname, gli attrezzi, i macchinari e il loro utilizzo per creare quinte, praticabili, scale, così come si viene a conoscenza dei segreti degli scenografi realizzatori che dipingono fondali o scolpiscono gli elementi scenici tridimensionali. Il percorso è lineare ma anche molto dettagliato, per approfondire ogni argomento e renderlo perfettamente comprensibile allo studente o al neofita. Il manuale, corredato di numerose illustrazioni e delle indicazioni per visualizzare fotografie da un apposito sito, dà tutte le nozioni basilari per comprendere e praticare l’antico (e sempre attuale) mestiere dello scenotecnico e pittore di scena, sia agli appassionati di teatro che a chi vuole intraprendere un percorso professionale nel campo della scenografia.


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Per il compleanno del caro amico Peter (Brook)
06/03/2015 -

 Il 21 marzo prossimo compie novant’anni il maggior regista teatrale vivente, Peter Brook.

In questa occasione mandiamo in libreria l’edizione italiana di The Quality of Mercy col titolo La qualità del perdono, Riflessioni sul teatro a partire da Shakespeare.

Un piccolo grande libro - curato nell’edizione italiana da Pino Tierno - composto da brevi saggi che si apre con una argomentata e arguta difesa dell’identità del drammaturgo inglese contro le stravaganti teorie di coloro che ritengono Shakespeare un semplice prestanome, di fatto un impostore.

Da uomo di teatro Brook argomenta brillantemente e ironicamente l’impossibilità di simili congetture a cominciare dal fatto che una simile impostura difficilmente avrebbe potuto reggere di fronte alle pratiche quotidiane del teatro. E contro le lingue taglienti e libere dei coevi scrittori attori, suggeritori e addetti varii.

Scorrendo le pagine si rivivono con lui le messe in scena di Romeo e Giulietta, Tito Andronico, Misura per misura, Amleto, Re Lear, La Tempesta, Sogno di una notte di mezza estate: pagine dense di riflessioni e di acute intuizioni, ma anche di dettagli intriganti sulle performance, nonché un po’ di storie di divertenti pettegolezzi teatrali.