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02/09/2014
Una recensione dell'Ingegnosa arte del fare teatro di Alan Ayckbourn

 Una recensione del libro di Alan Ayckbourn L'ingegnosa arte del fare teatro a cura di Donatella Codonesu è stata pubblicata sulla rivista online Teatroteatro.it

« Alan Ayckbourn è senza dubbio uno dei più famosi e prolifici autori e registi teatrali britannici viventi, con oltre 70 testi prodotti e un’imbarazzante lista di premi e onorificenze. Ha esordito come assistente alla regia al Festival di Edimburgo negli anni ‘50  e nel corso della sua lunga e gloriosa carriera è stato, fra l’altro, Associate director al National Theater di Londra e professore di teatro contemporaneo ad Oxford. Se cotanta personalità, alla rispettabile età di 64 anni, decide di scrivere il suo primo e ad oggi unico libro vale la pena dare un’occhiata per principio, e se si conosce la sua brillante penna è impossibile resistere alla tentazione di leggerlo.

The Crafty Art of Playmaking, pubblicato per la prima volta in USA nel 2003 e oggi finalmente edito in italiano da Dino Audino Editore con il titolo “L’ingegnosa arte di fare teatro”, è un libro che vale decisamente la pena avere nella propria libreria. E non solo se si esercita il mestiere teatrale. Nonostante si tratti di un vero e proprio manuale pratico, organizzato in due parti fondamentali (scrittura e regia) e strutturato in base a una lunga serie di “regole ovvie” - che però “vale la pena ribadire” – la sua lettura è davvero piacevole, quando non esilarante. Le ben 101 regole, sostenute da motivazioni, esempi e stralci di commedie, oltre che un’utile guida per addetti ai lavori,sono in effetti una spassionata e (auto)ironica riflessione sul fare teatro, condita di irresistibili considerazioni sul genere umano che sarebbe davvero un peccato perdersi.

La premessa è che “il teatro ha molto a che fare con l’apparenza” e quindi – si avverte il lettore -  “potete credere a qualcosa di questo libro, mai a tutto”. In effetti però, i contenuti ed affermazioni sono sempre piuttosto convincenti ed è difficile non concordare con la logica che passa a setaccio le singole fasi del processo creativo, dall’idea di un testo alla sua messa in scena. Tempo, ambientazione, personaggi, fino a ruoli e rapporti all’interno della compagnia, i capitoli di questo sorprendente testo, che resta in primo luogo un utile vademecum per aspiranti teatranti, costituiscono anche una gustosa lettura per qualunque spettatore curioso. E se la dichiarata ovvietà delle regole non ne inficia certo la validità, è la sottile vena di ironia la caratteristica portante di questo libretto, che riflette lo stile inconfondibile dell’autore, dimostrando infallibilmente come in teatro “lo scrivere sia costituito dalle fasi preparatorie al processo registico e la regia sia la continuazione e il completamento della scrittura” ».

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07/08/2014
La casa editrice chiude per le vacanze

Cari amici, la casa editrice chiude per le vacanze dall'8 al 29 agosto e riapre lunedì 1 settembre.

Gli ordini per i libri saranno regolarmente registrati ma le spedizioni riprenderanno all'apertura.

Buone vacanze a tutti.

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01/08/2014
Scuola di alta formazione per sceneggiatori di cinema e serie tv Sesta Edizione febbraio –giugno 2015

Scuola di alta formazione per sceneggiatori di cinema e serie tv

Sesta Edizione Febbraio – Giugno 2015

Si sono aperte le selezioni per la VI Edizione che inizierà a Febbraio 2015 a Roma.

La Scuola che insegna la scrittura per immagini è a numero chiuso e nasce per formare i nuovi autori, sceneggiatori-registi, da inserire in progetti innovativi di serie tv o cinematografici, anche esteri, saldando così formazione ed ingresso nel mondo professionale.

Il Corso si svolgerà a Roma da Febbraio a Giugno 2015, dalle 15:30 alle 19:00 nei gg. di martedì e mercoledì, per un totale di più di 130 ore complessive. Alle lezioni collettive si affiancano gli incontri individuali in cui ogni allievo viene seguito e guidato nel suo percorso di scrittura di un progetto da portare in produzione.

Il Corso è finalizzato ad approfondire i vari aspetti della costruzione del Personaggio ed il suo Arco di trasformazione nell’evoluzione della storia; le diversificate tipologie di Protagonismo;  Need e Desire; l’Inner script; il Conflitto; la funzione dell’Antagonista; Flashback, Backstory e “Fatal flaw”; le Reminiscenze; l’Insight; le varie forme di scrittura visiva e le sue diversificate forme di visualizzazione per generi; il Montaggio della scena; il Punto di vista della scena; i Punti di vista multipli; le Transizioni; gli ultimi modelli e le più recenti ed avanzate tecniche di costruzione della Struttura drammaturgica, partendo da quella classica aristotelica per approdare a quelle multi-stranding e circolari; i Format e i Generi narrativi, con una particolare attenzione alle innovative modalità di scrittura seriale emerse nelle recenti serie Usa.

Per INFO e per poter accedere ai colloqui di selezione inviare curriculum, foto e lettera motivazionale a: mariella.buscemi@yahoo.it    arcangelo.mazzoleni@yahoo.com

 Per seguire il Corso si consiglia la lettura dei libri L’Abc del linguaggio cinematografico e Il movimento della macchina da presa di Arcangelo Mazzoleni.

I Docenti 

Mariella Buscemi

Laureata in Filosofia, come Direttore Editoriale di Magnolia Fiction ha ideato serie di successo per il cinema e la televisione, lavorando per Rai, Mediaset e Sky. Docente di Sceneggiatura nel Corso di laurea di Scienze e Tecnologie per i Media all’Università di Roma Tor Vergata, scrive per il cinema e la televisione (Oscar TV 2006). 

 Arcangelo Mazzoleni

Laureato in Lettere, regista diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, docente di Teoria e tecnica della cinematografia alla Facoltà di Scienze dell’Università “Roma Tor Vergata”, ha pubblicato studi sul linguaggio cinematografico.

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30/07/2014
Risposte ad alto rischio: una recensione di Fare un'intervista, il libro di Valentina Tocchi sulla rivista Questione giustizia

Sulla rivista di Magistratura democratica, Questione giustizia, è uscita una recensione del libro di Valentina Tocchi, Fare un'intervista.Piccolo manuale giornalistico ad uso di chi fa domande e di chi dà risposte  dal titolo Risposte ad alto rischio a cura di Patrizia Bellucci e Alessandra Marilli.

«Il libro di Valentina Tocchi Fare un’intervista. Piccolo manuale giornalistico ad uso di chi fa domande e di chi dà risposte (Dino Audino, Roma, 2013) programmaticamente enuncia, nella quarta di copertina, che questo specifico genere testuale e discorsivo “richiede una capacità da parte dell’intervistatore di far venire fuori ‘la verità’ dell’intervistato e specularmente, per chi concede l’intervista, l’abilità di dire solo ciò che si vuol comunicare evitando di farsi manipolare”.

I magistrati hanno fatto ampia e prolungata esperienza che spesso le cose non sono così semplici e che assai di rado il primo obiettivo dell’intervistatore è la ricerca e l’estrazione della “verità dell’intervistato”. A maggior ragione il manualetto – destinato anzitutto agli “intervistatori” – può essere utile anche agli “intervistandi”, in quanto illustra a grandi linee “le tecniche più efficaci, sia per far parlare sia per eludere domande scomode o manipolatorie, e fornisce al lettore un piccolo arsenale di trucchi e consigli per schivare i trabocchetti dell’intervistare e dell’essere intervistati”». Per continuare a leggere clicca qui

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18/07/2014
Audizioni gratuite per il Potere dell'attore di Ivana Chubbuck

SABATO 19 LUGLIO dalle ore18 alle 21 presso LE TERRAZZE - Palazzo Congressi EUR, Roma
AUDIZIONI GRATUITE per IL POTERE DELL'ATTORE di IVANA CHUBBUCK
a cura della Essere Produzione di Leocadia Ammendola
Gli ATTORI che intendono candidarsi ai prossimi Workshop di Ivana Chubbuck del 21-22 e 23-24 settembre, presso il Centro Culturale Elsa Morante di Roma, hanno un'altra importante opportunità.

Possono prenotare il provino scrivendo a contact@ilpoteredellattore.com oppure presentarsi direttamente alle Audizioni che si terranno sabato 19 luglio presso “Le Terrazze” - Palazzo dei Congressi, portando con sé foto e cv. Verranno ammessi alle audizioni solo i primi 40 candidati, di ogni nazionalità e senza limiti di età. Ognuno avrà a disposizione un monologo a sua scelta di max 3 minuti. Saranno presenti alle audizioni registi e produttori.
Tutto il materiale video verrà visionato da Ivana Chubbuck e l'esito delle audizioni sarà reso noto entro il 30 luglio.

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17/07/2014
Sulla Stampa una recensione di Per fare il sindaco di Valentino Castellani

Una recensione di Luigi La Spina su La Stampa del 17 luglio 2014 sul libro Per fare il sindaco. Idee storie e strumenti di Valentino Castellani con Matteo Bagnasco.

 

«Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica un sindaco è diventato presidente del Consiglio. Matteo Renzi, da pochi giorni anche alla guida del semestre italiano all’Unione Europea, sembra celebrare, con vent’anni di ritardo, quella «stagione dei sindaci» che affidò a primi cittadini di grandi città, come Bassolino, Cacciari, Illy, Orlando, Bianco, il compito di restituire alla politica dignità e fiducia dopo gli scandali di Tangentopoli.

Proprio uno di loro, Valentino Castellani, alla guida di Torino per due mandati, dal  1993 al 2001, ha scritto, con la collaborazione di Matteo Bagnasco, un curioso libro che si distacca un po’ dalle solite memorie autocelebrative per un obiettivo più ambizioso, quello di fornire una specie di manuale per chi voglia imparare questo mestiere». Per leggere il testo completo clicca qui

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14/07/2014
Una recensione a Una vita da danzatrice di Loie Fuller sul Giornale della Danza

Si distende in ventitré brevi capitoli questa autobiografia che ci racconta la vita e l’arte rivoluzionaria di una pioniera della danza moderna come Loie Fuller che, ancor prima di Isadora Duncan, ha gettato le basi di una rivoluzione della danza che poi non si è più arrestata, e la danza contemporanea di oggi ne costituisce una prova evidente.

Loie Fuller, e nella sua autobiografia lo spiega molto bene, concepisce la danza come un flusso di movimenti che produce un vortice di sensazioni. Ma da solo il movimento non basta. Servono anche e, soprattutto, la luce e il colore per esaltare e drammatizzare la dinamicità del corpo. La danza inizia ad essere concepita così come una forma di spettacolarizzazione, una potente forma di espressione e, insieme, un evento di forte impatto scenico ed emotivo. Nasce così la celebre “danza serpentina” di Loie Fuller che faceva fluttuare sulla scena ampi tessuti di seta che creavano, grazie a lanterne colorate che lei stessa disponeva nello spazio, giochi di luci e di colori. Per continuare a leggere clicca qui

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11/07/2014
Workshop sulla sceneggiatura: come creare e proporre una grande serie tv

La SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE PER SCENEGGIATORI DI CINEMA E SERIE TV, lancia il WORKSHOP rivolto ad aspiranti scrittori di nuove serie televisive. Presentato sabato scorso a Roma, il programma del WORKSHOP è rivolto a sceneggiatori-registi-attori, professionisti e aspiranti tali che intendano iniziare una professione nel campo della scrittura seriale. A presentare il progetto Arcangelo Mazzoleni e Mariella Buscemi, sceneggiatori di cinema e tv, di serie di successo, editor di formazione americana, HBO, Rai, Magnolia, etc. Non saranno considerate ideazioni di serie non originali. Saranno valutate due pagine di concept di una proposta di serie, che daranno l’avvio alla selezione. Non altro. Per seguire il Workshop è ritenuta fondamentale la lettura del libro Il movimento della macchina da presa di Arcangelo Mazzoleni. Per acquistare il libro online visita il sito dell’editore Dino Audino Editore.

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26/06/2014
I corsi estivi delle Scuole Civiche di Milano

 

L'edizione 2014 Summer School alle Scuole Civiche di Milano Scuola di Cinema e Televisione comprende un programma di corsi intensivi brevi, a carattere laboratoriale, di: recitazione, filmmaking e ripresa. Si tratta di approfondimenti mirati, volti ad alfabetizzare o a specializzare competenze già acquisite. Nel primo caso si forniscono elementi della grammatica necessaria per 'parlare' con il linguaggio audiovisivo e porre le basi per sviluppare il proprio pensiero autorale, artistico e tecnico. Nel secondo si vogliono dare strumenti che consolidino abilità e valorizzino il talento individuale dei partecipanti. Dal 30 giugno in poi seminari di:

cinema

teatro

musica

Per approfondire cliccate qui

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26/06/2014
Ivana Chubbuck a Roma dal 21 al 24 settembre

Ivana Chubbuck, autrice del libro da noi edito Il potere dell’attore. Tecnica ed esercizi torna quest’anno a Roma per svolgere 2 Workshop nei giorni 21/22 e 23/24 settembre presso il Centro Culturale Elsa Morante. Saranno selezionati 32 attori professionisti e c’è la possibilità di partecipare come uditori.

Per saperne di più cliccate qui

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03/06/2014
Le novità di luglio

Cari amici,
il 10 luglio uscirà nella collana Voci e volti dello spettacolo L'ingegnosa arte del fare teatro di Alan Ayckbourn.
Ayckbourn, drammaturgo e regista teatrale inglese, è uno dei più famosi autori di teatro contemporanei. I suoi lavori, tradotti in trentacinque lingue, sono stati rappresentati sui palchi e nelle televisioni di tutto il mondo; tra i tanti ricordiamo: Camere da letto, Family Circles, Sinceramente bugiardi e Confusioni. Dalle sue opere Intimate Exchanges e Private Fears in Public Places il regista francese Alain Resnais ha tratto i film Smoking/No Smoking e Cuori.
Il libro è imperdibile per tutti coloro che in teatro lavorano e per chiunque il teatro lo ami.

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03/06/2014
Le ristampe di giugno e luglio

Cari amici,
da giugno saranno nuovamente disponibili due importanti titoli di cinema in una nuova veste grafica: i due volumi di Shot by shot (precedentemente intitolato Visualizzare il film) e i due volumi di Il montaggio.

La ristampa di Shot by shot sarà acquistabile sul nostro sito e in libreria a partire dal 19 giugno, mentre la ristampa di Il montaggio lo sarà dal 10 luglio.

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Di Lorenzo Hendel. Prefazione di Carlo Lucarelli
Strutture narrative e esperienze produttive per raccontare la realtà
18.00 €
Ordinabile
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disponibile dal 9/10/2014
Strutture narrative e esperienze produttive per raccontare la realtà
Di Riccardo La Barbera
I principi della teoria musicale e la pratica per iniziare a suonare
10.00 €
Ordinabile
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disponibile dal 0/10/2014
I principi della teoria musicale e la pratica per iniziare a suonare
Di Michael Caine
13.00 €
Ordinabile
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disponibile dal 0/10/2014
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Il grande Simenon
04/09/2014 -

Cari amici,
leggendo "L'età del romanzo" di Georges Simenon, siamo stati colpiti dal seguente brano. E abbiamo deciso di condividerlo con voi:

 

Rivedo Colette, la grande Colette, che allora era direttrice letteraria del Martin, e alla quale portai i miei primi racconti.

«Vedi, ragazzo mio, è troppo letterario, veramente troppo letterario».

Adorabile Colette che ha trovato questo meraviglioso eufemismo! Letterario, significava che era pretenzioso, insopportabilmente pretenzioso.

Avevo l’ambizione, insomma, di racchiudere il mondo ancora palpitante in un racconto di una colonna e mezza e sarei stato indignato se mi avessero fatto notare che il pubblico chiedeva semplicemente che gli si raccontasse una storia. Una storia, figuratevi! Abbassarmi a raccontare una storia! Mentre avevo un universo in me ed era quell’universo che volevo esprimere!

Tornavo ogni settimana al Martin con nuovi racconti, e Colette non si stancava.

«Ancora troppo letterario, ragazzo mio... Occorre mettersi alla portata del pubblico... Un giornale si legge nell’autobus, nella metropolitana... Il lettore non ha tempo per digerire la grande letteratura...».

Recentemente ho ritrovato, in un dossier che recava la scritta “Rifiutati”, i racconti che avevo l’incoscienza di sottoporre a quella donna meravigliosa e solo in quel momento ho capito quanto era stata meravigliosa.

E poi il miracolo è avvenuto: ho finito per capire. Ci ho impiegato mesi e mesi.

«Ancora un po’ troppo letteratura, ragazzo mio... una storia! Racconta semplicemente una storia... Il resto verrà in sovrappiù...».

Il giorno in cui ho capito, ho smesso di andare al Martin perché mi vergognavo, e ho rivisto Colette, da amica, solo molti anni dopo. Dovevo imparare a raccontare una storia.

 

Quell’apprendistato è durato dieci anni e non sono affatto sicuro che a quest’ora sia del tutto concluso.

Raccontare storie, cioè vite di uomini... In altri termini, fare rivivere degli uomini, racchiudere quanto possibile di umano nelle duecento o cinquecento pagine di un libro... Più invecchio, più scrivo, e più mi rendo conto di quanto ciò sia presuntuoso. Così presuntuoso che ho trovato solo una parola – non scambiatele assolutamente per un blasfemo – solo una parola, dicevo, per esprimere il mio pensiero:

«Il romanziere perfetto dovrebbe essere una sorta di Padre Eterno...».

Creare degli uomini... portare di peso un mondo... Un personaggio di Balzac, di Dickens, di Poe, di Dostoevskij non è forse reale quanto quelli che si incontrano per strada?

Non vi è forse meglio nota Madame Bovary della più intima delle vostre amiche?

E tuttavia Colette mi diceva:

«Soprattuto niente letteratura!».

E aveva ragione.

Raccontare una storia, innanzitutto, semplicemente, con l’applicazione dell’ebanista davanti al banco di lavoro. Il miracolo sarebbe avvenuto oppure no, il resto mi sarebbe stato dato oppure no in sovrappiù. Ero così umile, all’improvviso, dopo essere stato così orgoglioso, che scelsi per raccontare le mie storie, la gente più semplice.

Una mattina comprai in edicola tutto ciò che potei trovare quanto a romanzi popolari, romanzi d’appendice a buon mercato. Ne esisteva in quell’epoca una quantità incredibile, e di tutti i tipi. C’era il romanzo per la sartina e il romanzo per la dattilografa, il dramma spaventoso per le portinaie e le storie all’acqua di rosa per le giovani pallide. C’erano anche i romanzi d’avventura per ragazzini, le storie d’Indiani, di bucanieri o di pirati, i banditi senza scrupoli e i ladri gentiluomini. Scoprivo una vera industria con un numero considerevole di prodotti ben determinati, standardizzati, come diremmo oggi, dal piccolo periodico di poche pagine, da venticinque centesimi, fino al grosso romanzo popolare, dalle righe fitte, stampato su carta ruvida, da un franco e novantacinque.

Questa gamma di prodotti, imparai a fabbricarla cominciando dal più umile, il romanzo che la sartina si mette in borsetta e che la fa piangere, fino alla storia patetica che occupa per sei mesi l’ultima pagina del quotidiano. Non me ne vergogno più oggi. Al contrario. Vi confesso che quell’epoca è probabilmente quella della mia vita che ricorderò con più tenerezza, persino con nostalgia. Certamente, in quel momento, non mi vantavo delle mie opere che firmavo con sedici diversi pseudonimi. E avevo bisogno, per camminare a testa alta, di ripetermi che Balzac e alcuni altri avevano iniziato allo stesso modo. La modestia ci viene solo con l’età ed è probabilmente giusto che sia così.

Ero un fabbricante, un artigiano. Come un artigiano, passavo ogni settimana a prendere le ordinazioni presso quegli industriali che sono gli editori di romanzi popolari. E come un artigiano, finivo per calcolare la mia tariffa secondo il rendimento orario.

«Ecco, mi dicevo, posso, a macchina, scrivere ottanta pagine al giorno lavorando otto ore. Ossia tre giorni per un romanzo d’avventura di diecimila righe, a millecinquecento franchi, sei giorni per un romanzo d’amore di ventimila righe a tremila franchi...».

E programmavo il mio bilancio. Con tot migliaia di righe all’anno, ossia tot ore di lavoro, mi potevo fare la macchina. Superate le tot ore, era la barca di cui avevo una voglia pazza, la crociera, le strade del mondo si aprivano per me.

Questo è uno degli aspetti della questione. Volevo vivere, capite. Non per me, per semplice appetito di vita, ma perchè mi rendevo conto che solo ciò che si è vissuto in prima persona può essere trasmesso agli altri mediante la letteratura. Dovevo conoscere il mondo in tutti i modi, orizzontalmente e verticalmente, intendo conoscerlo nella sua estensione, prendere contatto con i paesi e le razze, con i climi e i costumi, ma anche penetrarlo verticalmente, ossia avere accesso ai vari strati sociali, essere a mio agio tanto in una piccola osteria di pescatori che in una fiera del bestiame o nel salotto di un banchiere.

E, a proposito di banchieri, permettetemi di ricordare un motto – forse abbastanza ingenuo anch’esso – che dicevo in quell’epoca:

«Non troverete banchieri nei miei libri che quando avrò preso l’uovo à la coque della mattina con uno di loro».

Vivere, lo ripeto, vivere intensamente.

Vivere per, più tardi, impastare altra vita.

Vivere per raccontare delle storie.